Archive for febbraio, 2011
28
feb

Durante Domenica Cinque è stato svelato il misterioso contenuto della busta che Gabriele Parpiglia che ha consegnato alla redazione. Marian Kurpanov è il modello bulgaro fidanzato da sei mesi con Zsilvia Miskolczi. Il problema è che Zsilvia è stata presentata come fidanzata ufficiale di Andrea Cocco,…

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Grande Fratello11:Stasera Andrea saprà la verità su Zsilvia

28
feb

Ieri nella puntata di Amici, nonostante l’ esibizioni degli alunni,  la vera star della serata è stata  Belen Rodriguez, ospite speciale del serale dopo l’esperienza sanremese. La showgirl argentina si è presentata in splendida forma, un po’ dimagrita, come lei stesso ha ammesso tanto che…

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Belen Rodriguez:la vera star della serata di Amici!!!

28
feb

Bergamo – Dalle prime analisi sul corpo della piccola Yara, si troverebbero 6 ferite da taglio, uno alla gola, una al polso e quattro alla schiena, di cui una molto profonda. Sarebbero state trovate tracce di erba nelle unghie delle mani, come se qualcuno l’avesse…

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Yara: forse 6 coltellate. Per gli Inquirenti corpo sempre stato lì.

28
feb

Melissa Satta:amore e lavoro al top!!!

Melissa Satta, sta lavorando negli Stati Uniti da 2 anni: “Mi piacerebbe una carriera nella tv Usa”, racconta a Tgcom e poi smentisce la fine della storia d’amore con Bobo Vieri: “Siamo talmente in crisi che lunedì sera ha organizzato a sorpresa una cenetta romantica…”….

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Melissa Satta:amore e lavoro al top!!!

28
feb

Bionde o more… basta che siano belle e disponibili, infatti per non smentire la sua fama di latin lover l’ex-tronista Giorgio Alfieri, archiviati la sua love story con Martina Luciana di U&D, e da cui ha avuto  una bellissima bimba, e i flirt successivi con una…

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Giorgio Alfieri:in discoteca mostra le doti di latin-lover

28
feb

Fabrizio Corona si sarebbe introdotto da una finestra nella casa di Concetta Scazzi, ad Avetrana, sembra che l’agente dei fotografi abbia fatto irruzione nell’abitazione spaventando la mamma della 15enne uccisa il 26 agosto, secondo quanto riferiscono i legali della famiglia. Voleva un’intervista con la madre,…

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Corona: introdotto in casa di Concetta Scazzi!!!

28
feb

Yara: l’autopsia svelerà come è morta!!!

Roma, 27 febbraio (TMNews). Yara è morta, è stata uccisa e solo l’autopsia, prevista per domani all’Istituto di medicina legale di Milano potrà svelare come è morta questa ragazzina di 13 anni scomparsa il 26 novembre a Brembate di Sopra (Bergamo) e ritrovata solo ieri in un campo…

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Yara: l’autopsia svelerà come è morta!!!

28
feb

Brembate Sopra – Trovato il corpo senza vita della piccola Yara, scomparsa tre mesi fa. Il cadavere è stato ritrovato a Chignolo in via Bedeschi, nell’area industriale, in un campo incolto. Il corpo si troverebbe in uno stato avanzato di decomposizione e solo tramite alcuni…

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Yara Gambirasio: trovato il corpo della ragazzina

28
feb

Il Brasiliano Amantino Mancini, ex calciatore di Roma, Inter e Milan, sarebbe stato accusato di stupro, nei confronti di una ragazza Brasiliana. Il calciatore  denunciato dalla ragazza, dopo che, secondo la ricostruzione della giovane brasialiana, Mancini avrebbe abusato di lei in modo molto violento, approfittando di…

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Mancini, ex di Roma, Inter e Milan, accusato di stupro

28
feb

GF 11: Marghe e Jimmy sempre più vicini !

Grande Fratello 11 – Si fa sempre più intrigante l’amicizia tra Marghe e Jimmy. Inizialmente l’ex fidanzata di Nando, sembrava molto infastidita delle attenzioni del Ballerino, invece da qualche giorno, le cose sembrano cambiate. I due ragazzi giocano,scherzano, si scambiano coccole e bacetti. Marghe sembra…

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GF 11: Marghe e Jimmy sempre più vicini !

28
feb

A TUTTE LE YARA

Yara è stata trovata…morta. Tre mesi di ricerche ed angoscia, tre mesi in cui si stava preparando il grande palcoscenico dove sarebbe stata, poi, mercificata tutta questa vicenda. Prima c’era Sarah, poi estinto l’interesse e la popolarità, è arrivato il caso Yara. I media, come in un macabro rituale, creano una catena ininterrotta di mercificazione di queste vicende e così via a talk show, opinionisti, psicologi, dossier e chi pù ne ha più ne metta. Il trionfo del vouyerismo, dell’ossessione, dell’enfatizzazione. Non c’è rispetto per nessuno e niente nel sistema dei media, è un mercato, è una compravendita di sentimenti, emozioni, vendite, share.
La retorica si spreca quindi non voglio anche io aggiungermi al cordoglio ipocrita di giornalisti che sguazzano, invece, nella gioia di poter riempire pagine e pagine o spiattellare servizi e vivere di rendita per varie edizioni.
Penso allo strazio di quella famiglia, di quella di Sarah, di tutte quelle famiglie che vedono inghiottire nel nulla, senza motivo, senza il volto di un colpevole, i loro figli.
Un dolore che divora e lascia immobili senza più lacrime o parole da esibire.
Il silenzio sarebbe d’obbligo: la notizia l’avete data, è stata ritrovata, basta.
Invece un ritornello infernale richiama l’attenzione su tutto ciò che ruota attorno a questa ragazzina, alla famiglia, ai luoghi, alle persone,…
Il silenzio vale più di mille parole, è sacro, come sacro deve essere il dolore che quelle famiglie provano e che non deve essere disturbato o spettacolarizzato.
I media sono infernali, non sono ancora entrata nella categoria, sono una pre-giornalista, ancora studentessa ma mi fa paura dover entrare in questo mondo dove tutto si mercifica, anche e soprattutto, i sentimenti.
Un silenzio e un pensiero di speranza per tutte le persone scomparse nel nulla e per le loro famiglie, per non lasciare spazio alla rassegnazione di un mondo marcio che non lascia spazio all’amore umano.



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A TUTTE LE YARA

28
feb

Controcorrente

A favore dei matrimoni gay e delle adozioni dei single

C’è dello straordinario nella maniera in cui vanno date cose nel nostro Paese. Stupisce, per esempio, l’attenzione che si dà ad ogni minima uscita di Berlusconi e l’attenzione morbosa con cui si guarda alla sua vita privata. Stupisce, soprattutto quando su questi argomenti ci si imbastiscono battaglie politiche francamente incomprensibili in una dimensione digitale; per citarne alcune, basti pensare a quelle campagne che tendono a presentare la donna, il suo corpo, la sua identità, la sua intellettualità come un bene da proteggere, necessitante di un women-day che lo celebri, quasi fossimo ancora in regime di amministrazione controllata da parte di un cervello-macho superiore et dominante. A scanso di equivoci, vorrei ribadirlo ancora una volta: il neurone è mio e lo gestisco io!

Tuttavia, si resta davvero senza parole davanti al silenzio mediatico che ha invece accolto le ben più preoccupanti dichiarazioni rese ieri dal Premier. Parlo naturalmente del suo discorso a proposito della famiglia composta da padre, madre e, possibilmente, aggiungo io, da un bel pargolo maschio, seguito da una bella femminuccia con lunghe treccine. E degli apparenti veti posti alla possibilità che anche le coppie-gay possano celebrare il loro amore, così come alla possibilità che un single adotti un bambino. Ma, ripeto, ancora più preoccupante delle stesse dichiarazioni è il fatto che non si sia letto sulle homepage dei giornali-che-contano alcuna rilevante presa di posizione critica.

Si fanno dibattiti su dibattiti per scagliare anatemi contra la videocrazia che ha imposto la civiltà dell’apparire, a scapito di chissà quale perduto saggio sentire, e non ci si ferma un solo secondo a riflettere su come stiamo imbrigliando il miglior futuro del nostro Paese tra le spire di una forma “bigotta”. Una forma che deprime le sostanza e che nei tempi difficili che viviamo può risultare davvero dannosa. Parlo sicuramente della ingiustificabile attitudine a pensare che la norma sia regola, anche quando sul tavolo ci sono questioni che pertengono solo e solamente all’unicità dello spirito (come è quella del decidere a quale metà del cielo un Essere si senta più attratto), ma parlo soprattutto dell’imperdonabile abitudine a pensare di sapere noi, in base alla nostra esperienza, cosa sia meglio per gli altri. E dunque a parlare anche per gli altri, o meglio a zittire sul nascere le obiezioni degli altri.

Quest’ultimo modus pensandi è tanto più grave quando applicato alle cose dell’infanzia. E, soprattutto, dell’infanzia abbandonata per destino, per incapacità o per malacura. Di quell’infanzia che di tutto necessiterebbe tranne di vedersi sbattere le porte in faccia, in virtù delle necessità della forma. Nessuno può negare che camminare su due gambe sia meglio che farlo su una sola, ma riuscire a reggersi su una – anche fosse una mera stampella -, piuttosto che non averne nessuna, riesce ancora a fare una grandissima differenza. Soprattutto, in un’età come quella in cui viviamo, dove l’insicurezza economica e affettiva, l’infelicità, l’abbandono, la sofferenza sono – queste sì – la norma, mentre l’amore è un miraggio. Nessuno dovrebbe essere impedito nella possibilità di donare il suo amore, e nessuno dovrebbe essere impedito nella possibilità di riceverlo.

Fortunatamente, sappiamo che in Italia ci sono tantissime persone con un cuore grande che lottano per vedere approvata una legge che renda possibili le adozioni ai single, e a queste persone va il mio abbraccio. Nella certezza che, per quanto lunga la notte, il buio finirà. Prima o poi. Allo stesso modo, non bisogna dimenticare le tantissime associazioni che di infanzia abbandonata si occupano promuovendo le adozioni a distanza. Occorrerebbe sostenerle in ogni modo e maniera. Ricordare il loro formidabile impegno in questo anonimo luogo virtuale non farà forse una grande differenza, ma noi lo facciamo comunque, nella certezza che sia stata ogni più piccola goccia caduta suo malgrado dal cielo ad avere infine riempito… il mare.

Rina Brundu

27/02/2011

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Controcorrente

28
feb

Il piccolo principe

Dopo l’intervista di Fini ad Annozero e sulla perdita dei principati propiziata dal quarto potere

Il problema è che i principati si possono acquistare ma anche perdere. E naturalmente si possono perdere in molti modi.  Secondo Machiavelli, anche l’eccessiva pietà – e dunque un animo direi, in maniera moderna, troppo condiscendente – può risultare deleteria per la conservazione del potere. Ma, se guardiamo al corrente status-quo politico nel Principato-Bel-Paese, sono sicuramente le sue osservazioni a proposito dei principati “civili” che risultano più interessanti. In particolare, il passo in cui scrive che per conservare il potere è necessario avere sia il consenso del popolo che quello dei potentati di turno. Questo perché la mancanza di uno o dell’altro elemento può determinare la perdita del principato.

Come al solito, il ragionamento non fa una grinza. Se dovessi aggiungere qualcosa direi che, per la buona conservazione dei principati-democratici-moderni (la cui storia di governo è senz’altro condizionata anche dal lungo-servire-alla-Patria che solitamente fanno i politici, sia perché dai tempi del segretario fiorentino le aspettative di vita si sono allungate, ma soprattutto perché, esattamente come ai tempi del segretario fiorentino, il sedere tende a restare magicamente incollato alla sedia), occorre considerare  con maggiore attenzione qualche altro elemento. Primo fra tutti: la memoria. Eh-già-perché i vecchi peccati tendono sempre a gettare lunghe ombre e la memoria è di solito parziale: dimentica facilmente il bene ricevuto, ma sa fare orgogliosa bandiera di ogni sgarro subito. Questa è sempre stata, purtroppo, la dirittura del mondo, ai tempi di Machiavelli così come in questi giorni digitali.

Il punto? Il punto è che spiace vedere un leader come Gianfranco Fini – uomo politico molto valido con l’obbligo di aspirare a governare il Paese in qualità di rappresentante di una destra moderna e civile – che tutto fa tranne favorire questo progetto. A mio modo di vedere, il primo duro colpo a questa possibilità lo ha senz’altro inferto quando, con una certa fretta (ovvero, senza conoscere bene le reali potenzialità dell’esercito con cui muoveva l’attacco e le ragioni della sua fedeltà), ha lasciato la casa comune costruita - troppo tempo prima, e quindi oramai sufficientemente solida -, con i suoi alleati storici.

Un secondo colpo, non meno importante (anzi, per certi versi, più deleterio) lo sta dando in questi giorni. L’impressione (magari sbagliata, per carità!) è che, causa l’esodo da FLI, Fini abbia perso la lucidità dell’azione politica (che è elemento che non dovrebbe venire mai a mancare, men che meno nei momenti di grande difficoltà), finendo con il lasciarsi corteggiare persino dalle lusinghe mediatiche della sinistra. Faccio riferimento, nello specifico, alla recente intervista concessa ad Annozero, intervista nella quale il Presidente della Camera appariva davanti ai suoi stessi elettori come un leader di opposizione. Non è questione da poco. Non è questione da poco soprattutto se consideriamo il contesto mediatico nel quale il fattaccio è avvenuto.

Oggi come oggi, infatti, Annozero è diventata trasmissione di una sinistra molto credibile (o meglio, è diventato un salotto televisivo capace di dare credibilità a quell’area politica).  Finito il tempo del Nirvana (ovvero, quel momento di maggiore contrapposizione sinistra-berlusconismo, culminato con la sinistra al governo e quindi con tutta la Stampa-di-parte che si concedeva il-sonno-dei-giusti nell’attesa di raggiungere una possibile, quanto improbabile, illuminazione-stile-Buddha-acciambellato), Santoro ha avuto il merito (soprattutto negli ultimi tempi), di riuscire ad accantonare la parte più indisponente della sua faziosità, mantenendo intatta la necessaria grinta giornalistica. Senza dimenticare che – lui sì – dalla sua ha un esercito invidiabile: ovvero, un Marco Travaglio giornalista straordinario e un Vauro arguto e sagace che, lungi dall’essere la ciliegina- sulla-torta, sa diventare l’elemento-in-più capace di regalare un tocco-nobile oramai difficile da scovare nel desolante panorama satirico italico.

Ne deriva, che quando una simile corazzata-mediatica intervista un leader formalmente in opposizione alla sua visione politica, fa semplicemente il suo dovere se prepara le dovute “trappole” (anche linguistiche). E quel dovere lo fa in tutti i sensi, anche rispetto alla deontologia professionale, la quale vuole che un giornalista sia comunque capace di imbrigliare con maestria le velleità del politico sotto-tiro (chi avesse dubbi, si rilegga l’intervista della Fallaci a Gheddafi!). Di converso, spetta all’uomo (o alla donna, quando sarà) di potere avere l’accortezza di evitarle tali insidie. Sempre e comunque. Il rischio è, infatti, quello di inimicarsi il popolo che lo/la ha votato/a e i potentati-di-turno (o, ex-alleati) di cui abbiamo detto nell’incipit (i quali tengono-solitamente-lunga-memoria e amano vivere all’insegna del motto Dio-perdona-io-no), e dunque di trasformarsi (mercé il bacio dei cattivi consiglieri) da principe-aspirante-imperatore… in un piccolo principe. Che fa tenerezza sì, ma per reggere il destino del meraviglioso quanto infido Principato-Bel-Paese serve bene altro. In genere, le palle!

Rina Brundu

26/02/2011

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Il piccolo principe

28
feb

Raison d’État

Applicata alla questione… libica.

La raison d’État, dans son acception moderne, est la notion par laquelle un État justifie ses actions lorsqu’il poursuit son intérêt national aux dépens de la morale, du droit ou d’autres impératifs. Insomma, l’abbiamo capita tutti… la Ragion di Stato, nella sua accezione moderna (sarebbe) quell’idea (NDA, adattamento dal Francese mio, dato che qualsiasi altro termine e modus traduttivo più generale non mi soddisfaceva), in virtù della quale il perseguimento degli interessi nazionali giustifica l’agire di uno Stato, anche quando a farne le spese è l’etica, il diritto e un qualsiasi altro imperativo morale. Et non.

Be’ almeno così la intendeva il cardinale Richelieu. Dietro di lui però, molto tempo prima, c’era stato il nostro amato segretario fiorentino, Niccolò Machiavelli. Il di lui pensiero era, come al solito, molto meno criptico e di gran lunga più incisivo.  Di fatto, è dalla sua idea che il dovere primario del Principe sia il mantenimento del potere, nonché il rafforzamento della capacità di influenza del suo Principato, che nasce il concetto di Realpolitik. Un concetto “machiavellico” che, lo si voglia oppure no – resiste finanche al giorno d’oggi, perché, come tutte le questioni di cui si occupava quel grande genio italico, pertiene alla dimensione pratica, al mondo del reale, ad un universo umano mai idealizzato, quanto piuttosto messo sotto la lente di ingrandimento, scrutato senza pietà e raccontato così come si presenta piuttosto che come si vorrebbe che fosse.

Tema affascinante. Affascinantissimo. Tanto più se lo applichiamo allo status-quo politico-internazionale di questi tempi. Faccio riferimento, naturalmente, alle rivoluzioni-stile-1989-nell’Europa-dell’Est che stanno mettendo a ferro e fuoco i Paesi dell’Africa Mediterranea, con conseguente caduta dei regimi più o meno illuminati che li hanno governati per decenni. E mi riferisco soprattutto all’Affaire-Libia che ovviamente tocca noi Italiani più da vicino. A legare il nostro destino al destino di quel Paese è prima di tutto la nostra Storia, quindi gli interessi economici presenti, et, dulcis-in-fundo, importanti motivi geo-politici difficili da ignorarsi. Anche volendo. Insomma, tutti quegli elementi che, a dispetto di un accresciuto sentire (morale?) – hanno fatto sì che la Storia delle moderne relazioni italo-libiche fosse all’insegna della Realpolitik di cui abbiamo già detto. Di quel tipo di politica e di nient’altro.

Del resto, non avrebbe potuto essere altrimenti! Allo stesso modo, non è mai stata una questione di-chi-governava-il-Bel-Paese, così come non è mai stata una questione da dirimere all’insegna del saggio motto virtute duce comite fortuna (i.e. con la virtù come guida e la fortuna come speranza)… ma è sempre stata una faccenda di mero “interesse nazionale”. Per la provincia-Italia, così come per qualsiasi altra potenza occidentale (inclusi gli stessi Stati Uniti), che dal dopo-guerra in poi ha dovuto fare i conti con problematiche pregnanti quali quelle scottanti dell’approvigionamento energetico, la vexata questio della stabilità politica di un’aerea del mondo di notevole importanza strategica et varie et eventuali.

Per certi versi, l’argomento mi ricorda Montanelli che andava a votare turandosi il naso. La Realpolitik differisce soltanto nel fatto che costringe a proteggere le narici finanche oltre-frontiera. Fermo restando che sono d’accordo con chi sostiene che anche lo stile con cui viene portato avanti questo genere di concerto politico ha una sua importanza: per la serie, va bene inchinarsi davanti all’ospite che ti entra in casa, ma baciargli le mani – a meno che non si tratti di un grandissimo leader spirituale capace di smuovere il cuore e la mente – mi pare esagerato. Un’idea come un’altra, si intende, e non escludo di sbagliarmi.

Di sicuro, guadagno maggior sicumera quando mi spingo a dire che la validità del pensiero machiavelliano (finanche in senso pratico), è inversamente proporzionale alla qualità morale degli Esseri che si confrontano con le problematiche analizzate da quell’immenso spirito fiorentino. In altre parole, persino per noi uomini d’oggidì – sicuramente molto lontani da un qualsiasi ideale di grandezza-spirituale-raggiunta – è chiaro che la Ragion-di-Stato è soprattutto un limite. Un limite che non dovrebbe frapporsi mai più tra noi e la comprensione dell’idea che i diritti fondamentali degli altri Esseri vengono prima di qualsiasi NOSTRO altro diritto superfluo. E che davanti ad un genocidio non c’è Ragion-di-Stato che tenga. Mai! Credo che sia proprio partendo da simili basi che si possa cominciare a parlare di un popolo moderno e civile, proprio come lo è il nostro!

Rina Brundu

22/02/2011

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Nell’immagine: Niccolò Machiavelli dipinto da Santi di Tito

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Raison d’État

28
feb

E’ indetto concorso pubblico, per titoli ed esami, per la copertura di n. 10 posti di istruttore direttivo di vigilanza categoria D posizione economica D1 a tempo pieno e indeterminato con riserva del 50% dei posti al personale dipendente della Provincia di Napoli.

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Provincia di Napoli concorso n. 10 posti di istruttore direttivo di vigilanza

28
feb

E’ attivato presso l’Università degli Studi di Trento, con il contributo finanziario della Fondazione
Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, il 27° ciclo della Scuola di Dottorato di Ricerca in Studi
Internazionali.

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Università di Torino dottorato di ricerca in Studi internazionali 27° ciclo

28
feb

E’ indetta una selezione pubblica, per titoli e colloquio, per l’assunzione, presso l’Istituto di Scienza e Tecnologie dell’Informazione «A. Faedo», di una unita’ di personale laureato con contratto di lavoro a tempo determinato, profilo Ricercatore

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Concorso 1 posto di ricercatore all’all’Istituto di scienza e tecnologie dell’informazione «A. Faedo»

28
feb

E’ indetta una pubblica selezione per titoli e colloquio, per l’assunzione, presso l’Istituto di Scienza e Tecnologie dell’Informazione «A. Faedo» del Consiglio Nazionale delle Ricerche, di una unita’ di personale diplomato profilo Collaboratore Tecnico Enti di Ricerca,

Coninua a Leggere l’articolo originale: http://cercounlavoro.myblog.it/archive/2011/02/26/concorso-1-posto-diplomato-all-istituto-di-scienza-e-tecnolo.html

Concorso 1 posto diplomato all’Istituto di scienza e tecnologie dell’informazione «A. Faedo»

28
feb

Data pubblicazione bando 22 febbraio 2011. Data scadenza bando 23 marzo 2011.

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Comune di Riccione, Concorso per graduatoria di 2 agenti di polizia municiapale

28
feb

Data pubblicazione bando 22 febbraio 2011. Data scadenza bando 23 marzo 2011. Il concorso si articolera’ nelle seguenti fasi: prova scritta, prova orale.

Coninua a Leggere l’articolo originale: http://cercounlavoro.myblog.it/archive/2011/02/23/comune-di-riccione-concorso-ausiliari-del-traffico.html

Comune di Riccione concorso Ausiliari del Traffico